La reunion va di moda

La reunion va di moda… ormai da un po’ e la moda e la musica vintage anche. Dopo l’ultima notizia che gira sul web, Vinyl Sound Radio non può esimersi dall’esprimere un parere: la reunion delle Spice Girls programmata per il 2018 è l’ennesima di questi ultimi anni: hanno provato a riunire i Take That, con poco successo, per fortuna; hanno rimesso in piedi, a fatica, i Guns ‘n’ Roses, con un successo insperato, che ha stupito molti, ma che, d’altra parte, forse era meritato. Abbiamo assistito al ritorno sulla scena di alcune band degli anni ’80, che sembravano perse nel dimenticatoio e stiamo assistendo alla resistenza sorprendente di alcune cariatidi del rock, che meno male che ci sono, perché, a differenza dei contemporanei, sembra abbiano ancora qualcosa da dire e sembra che non riescano a perdere quel loro maledetto fascino e carisma, nonostante l’età, come i Rolling Stones o gli Aerosmith o altri ancora. In realtà non sappiamo bene cosa possano avere da dire le Spice dopo tanto tempo, che non abbiano già detto allora, e, da puristi della musica, non sappiamo se essere così curiosi del loro ritorno, se non per un certo gusto del grottesco e una curiosità di vedere come sono diventate o se per caso hanno ancora voce, cosa che non avevano nemmeno ai tempi, quindi…

VSR non adora le Spice, ma in passato c’è stato spazio anche per cantanti peggiori di loro, quindi perché no alle Spice, che comunque, per un motivo o per l’altro, hanno segnato… se non un’epoca, un momento della musica internazionale. Certo altre reunion sono più interessanti, ma quello che ci si chiede è perché l’industria musicale ha bisogno di queste reunion? Sono diventati poco interessanti i cantanti di adesso? Questo discorso va un po’ a braccetto con quello dei talent show musicali, che pare che le persone seguano più di molti altri programmi e più delle ultime uscite di brani, cd o altro. Certo quando una Amy Winehouse ha la “scortesia” di morirti prematuramente, hai bisogno di almeno dieci proposte diverse per rimpiazzarla, quindi, credo io, le provi tutte: dalla reunion, ai duets sorprendenti, quali ad esempio, Loredana Berté che canta con Cristina D’Avena la sigla del cartone animato “Occhi di gatto”, che, per me è bellissima, ma l’originale per quando ero piccola, così credo sia un azzardo! Ma rimane un’opinione personale, ovviamente. Anni fa si poteva assistere a scene ben diverse: sullo stesso palco Sting al microfono, Eric Clapton alla chitarra, Phil Collins alla batteria, Mark Knopfler alla chitarra… oppure Elton John al pianoforte e Tina Turner e Cher al microfono… va beh!

Denunciare una crisi del mercato musicale non è affatto originale e non è neppure mia intenzione, perché credo che la crisi sia cominciata tempo fa e vada di pari passo con altre crisi del mercato dello spettacolo in generale, come il cinema o il teatro o altre forme di intrattenimento. La cosa che mi interessa di più è mettere a confronto questo fenomeno di riscoperta di band e cantanti di un tempo, con il ritorno nel mercato di dischi in vinile, le cui vendite stanno aumentando in modo vertiginoso, e addirittura di musicassette, un supporto che, dato il suo facile decadimento, sembra proprio essere amato più che altro per la voglia di vintage, che si è diffusa negli ultimi anni.

Aggiungo che nei locali dove si balla, le serate a tema del genere revival anni ’70 e ’80 hanno sempre maggior seguito e sono adorate non solo dai vecchioni, che hanno voglia di rispolverare ricordi di quando si scatenavano in pista, ma anche dai più giovani, che guardano questi matusa con curiosità e a volte si appassionano ancora più dei loro genitori ad una canzone intramontabile dei Kiss o dei Queen.

Che dire… mi limito a fotografare una situazione, magari qualcuno di voi ha qualcosa da aggiungere e commentare. A VSR questa voglia di vintage e di back to the 70s or 80s piace parecchio, naturalmente! Spunti di riflessione per voi. Stay tuned!